moscow-mule

Cosa si cela dietro (e dentro) quella curiosa tazza di rame, con inciso sopra un mulo scalciante? Lime, vodka, ginger beer, e ad un certo punto spunta il cetriolo, a volte della menta…
Si pensa che la popolarità di questo drink sia nata come stratagemma di marketing, dopo la seconda guerra mondiale, negli Stati Uniti.
John Gilbert Martin della Heublein Inc., ditta distributrice di spiriti e vivande sulla East Coast ci aveva visto lungo, volendo tentare di far avvicinare gli americani, in un momento in cui il gin era il white spirit più popolare, a qualcosa che pochi avevano preso in considerazione prima di allora: la Vodka.
Martin comprò la licenza dalla Smirnoff per 14.000 $ nel 1939 da Rudolph “Ralph” Kunetchansky “Kunnet”, che rimase in qualità di account executive.
All’inizio l’investimento non diede i frutti sperati.
La svolta si ebbe quando Martin, trovandosi a Sunset Boulevard ad Hollywood, si fermò al ristorante Cock ‘n Bull e ne conobbe il proprietario, tale Jack Morgan che si trovava in difficoltà nella vendita di ginger beer da lui prodotta.
Ed ecco che da questo sodalizio nacque nel 1941, al Chatham Hotel di Manhattan, il Moscow Mule, così “battezzato” probabilmente solo nel 1946.
Come racconta l’edizione del New York Herald Tribune del 28 Agosto 1948:
Il Mulo nasce a Manhattan, ma agli inzi rimane nella West Coast. Il luogo di nascita fu il Chatam Hotel di New York, dove nel 1941 giunse il primo carico della ginger beer Cock ‘n Bull di Jack Morgan, portando con se una bella sorpresa ai newyorkesi. Tre amici si trovarono al bar del Chatam: uno era proprio John A. Morgan, conosciuto come Jack, presidente dei prodotti Cock ‘n Bull, e proprietario dell’omonimo ristorante di Hollywood; un altro era John G. Martin, presidente della G.F. Heublein Brothers Inc. di Hartford, Connecticut; il terzo era Rudolph Kunett, presidente della divisione vodka della Heublein, Pierre Smirnoff. Martin e Kunett, concentrati sulla loro vodka, si domandarono che effetto avrebbe avuto l’unione di uno shot da due once con il ginger beer di Morgan, e il succo spremuto di lime… era buono. Quattro o cinque esperimenti dopo, questa miscela fu battezzata Moscow Mule…”
Il motivo delle copper mugs (boccali di rame), personalizzate con in rilievo un mulo scalciante, fu che la ragazza di Morgan ereditò una fabbrica produttrice di oggetti in rame. Partendo dal Cock ‘n Bull di Hollywood, il drink riscosse un enorme successo in tutta Los Angeles e Martin decise di pubblicizzarlo in tutto il paese grazie a uno stratagemma di marketing: scattò in ogni bar una polaroid del bartender, con in mano un mug di Moscow Mule, la Morgan’s ginger beer e una bottiglia di Smirnoff, per mostrarla al diretto concorrente del bar successivo, a garanzia della popolarità del cocktail. Il successo di questa campagna fu testimoniato dal fatto che in non più di tre anni, dal 1947 al 1950, le vendite di vodka Smirnoff triplicarono.
Un’ altra versione sulla nascita del drink sostiene che fu il barman del Cock ‘n Bull di Hollywood a realizzarlo per la prima volta, come modifica di un drink chiamato Mamie Taylor, composto da Blended Scotch Whisky, ginger beer e lime.
A metà degli anni ’50 a Palm Spring cominciarono a guarnire il drink con cetriolo: il motivo è sicuramente il fatto che il Moscow Mule è un classico cocktail rinfrescante, e tutt’ora tale pratica è ancora in voga.
Probabilmente è dovuto a un barman del Savoy di Londra, l’inserimento nel drink di un rametto di menta come decorazione, anch’essa aggiunta in seguito rispetto alla ricetta originale.
Quindi, per dare una ricetta del Moscow Mule, che vada a combinare passato (marketing) e presente (drink rinfrescante): inserire in un copper mug 1 ½ oz di vodka, ½ oz lime spremuto fresco, colmare con ginger beer e aggiungere una fettina di cetriolo. Menta a piacere.
Salute!!

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