Vino vegano: scopriamo le sue caratteristiche e come riconoscerlo in etichetta

Vino vegano

Ma il vino è vegano? Scopriamolo insieme! Si, perché per quanto possa sembrare un quesito di facile risoluzione, in realtà, non lo è affatto. Il mercato offre sempre più prodotti destinati a tutte quelle persone che, per scelta etica o salutistica, hanno scelto di adottare una dieta vegana.

Il veganismo, a dire il vero, non si limita alla sola dieta ma è un movimento che prevede l’adozione di uno stile di vita basato idealmente su risorse non provenienti dal regno animale. Inizialmente la base del veganismo era basata sul solo antispecismo. Con gli anni il concetto si è evoluto e le sue motivazioni si sono estese a comprendere temi ambientalistici, demografici, medici, salutistici e socioeconomici.

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Ma il vino è vegano?

Ma il vino è vegano dunque? La risposta corretta, per quanto possa sembrare strano, è no. Il vino è fatto di succo di uva che poi viene fermentato ma, allora, come mai non può essere considerato vegano? La questione è piuttosto semplice. Per quanto come ingrediente principale ci sia l’uva, bisogna poi tener conto del fatto che, nelle fasi di produzione, vengono usati anche prodotti di origine animale.

Il vino viene infatti sottoposto a processi di chiarificazione che hanno lo scopo di rimuovere particelle e residui di lieviti. Ed è proprio durante questo passaggio che vengono usate sostanze di origine animale come ad esempio l’albumina o la colla di pesce.

Tutte queste sostanze, a fine della fase di chiarificazione, vengono prontamente rimosse ma non è possibile dare la garanzia assoluta che non vi siano rimasti residui.

In commercio è possibile trovare vini vegani?

In commercio è possibile trovare vini vegani? Si, e con sempre più facilità. Questo perché, per andare incontro alle esigenze di chi adotta uno stile di vita vegano, si è riusciti a sostituire i prodotti di chiarificazione di origine animale con proteine vegetali derivate da ingredienti come patate, piselli o grano. Ultimamente è molto diffuso l’utilizzo della bentonite. si tratta di un minerale argilloso che svolge perfettamente la sua funzione di chiarificatore del vino.

In pratica agisce come l’albumina o la colla di pesce e va ad attrarre i residui e le sostanze grossolane sul fondo delle botti.

Come riconoscere il vino vegano?

Abbiamo visto che la principale differenza tra vino vegano e tradizionale sta nei prodotti usati in fase di chiarificazione. Gusto, grado alcolico e qualità restano, invece, le stesse. Ma come riconoscere in fase di acquisto un vino vegano?

Recentemente è stata introdotta una certificazione “Vegan” pensata appositamente per permettere a chiunque di riconoscere immediatamente il vino vegano.

Certificazione vino vegano

Si tratta di una certificazione rilasciata dall’Icea di Bologna che ha stabilito in modo molto scrupoloso tutte le fasi di produzione e la necessità della totale assenza di ingredienti di origine animale.

Un disciplinare molto preciso che prevede l’eliminazione di ogni sostanza di origine animale nella lavorazione del vino. L’etichetta garantisce che venga seguito un rigido protocollo nella scelta delle indicazioni da riportate in etichetta. Ad esempio vi è l’assoluto divieto di indicare abbinamento a carni, uova o formaggi.

Non tutti i produttori, però, sono disposti ad intraprendere il percorso per ottenere la certificazione. Questo perché, oltre a richiedere una certa prassi burocratica, obbliga a sostenere dei costi che non tutti possono permettersi.

E’ però possibile fare una sorta di autocertificazione e indicare in etichetta il Regolamento Europeo 1169/11, art. 36 (b). Si tratta di una norma che stabilisce che il produttore può volontariamente inserire indicazioni riguardanti l’idoneità del vino per vegetariani e vegani.

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