Da Tesla a Teslaquila, Elon Musk continua a far parlare di se

Teslaquila

Teslaquila
Elon Musk, genio e sregolatezza, il patron di Tesla e SpaceX, in attesa del 2023, anno in cui porterà sulla Luna un miliardario e otto artisti, fa di nuovo parlare di se con un progetto veramente bizzarro, quello di produrre Tequila e utilizza il proprio brand Tesla per lanciare Teslaquila.

Lo scorso 8 ottobre ha registrato il marchio del distillato, il cui nome era venuto fuori lo scorso aprile quando, fingendosi disperato e in bancarotta era circondato proprio da bottiglie di Teslaquila. Quello che sembrava soltanto un Pesce d’Aprile, potrebbe presto diventare realtà.

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Su Twitter, il padre di Space X aveva annunciato la novità, con un ammiccante “Teslaquila sta per arrivare…”, riprendendo il tweet dell’emittente americana CNBC che aveva già lanciato la notizia.

Il tutto ha inizio qualche mese fa, quando in un tweet pubblicato il primo di aprile, il patron di Tesla ironizzava sulle voci di una imminente bancarotta per la usa azienda,  la Tesla Motors.
Nel tweet, Musk affermava di aver provato a risollevare le sorti della sua azienda con una “massiccia vendita di uova di Pasqua” e poi di seguito pubblicava una foto in cui mostrava di essersi arreso e accasciato sulla sua Model 3, circondato da bottiglie di “Teslaquila”, piene delle lacrime di dolore “ancora visibili sulle sue guance”.

Insomma, doveva essere tutto un pesce d’aprile, ma a distanza di mesi, possiamo affermare che non lo è stato né il rischio di bancarotta, né tantomeno Teslaquila, la tequila firmata Tesla.

Tutto si può dire di Elon Musk tranne che sia un personaggio noioso. I progetti e gli annunci del ceo di Tesla sono sempre eclatanti e di effetto, cosa che in più di un occasione gli ha creato qualche guaio come ad esempio il celebre tweet del 7 agosto nel quale Musk spiegava di star valutando il cosiddetto “delisting” di Tesla, cioè la sua privatizzazione e ritiro dalla quotazione al Nasdaq, a una cifra di 420 dollari per azione. Dichiarazione considerata dalle autorità statunitensi “falsa e ingannevole” che hanno comunque innescato una corsa al rialzo delle azioni, procurando vantaggi indebiti e infondati all’azienda. Per questo Musk è stato costretto a lasciare la presidenza di Tesla per tre anni, oltre al pagamento di una multa da 40 milioni di dollari.

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