Sidecar Cocktail
Brevi cenni storici: l’origine di questo drink non è certa. Di sicuro il primo a pubblicarne la ricetta è stato Harry McElhone, fondatore del bar Harry’s di Parigi negli anni’20. Qualcuno sostiene che avesse dedicato questo cocktail a un eccentrico capitano che entrò con tutto il suo sidecar nel bar guidato dal suo autista, ma anche su questo certezze non ve ne sono.

Ma parliamo di questo drink. La ricetta? Io non la so! Gli ingredienti? Chi parla di brandy, chi parla di Cognac, Cointreau e succo di limone. Il metodo di preparazione? Shake and Strain in cocktail glass. Le quantità? Bella domanda.

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Harry Craddock, nel suo fantastico libro “The Savoy Cocktail book” (New York, 1930) scrive del Sidecar:

  • ¼ succo di limone
  • ¼ Cointreau
  • ½ Brandy

Analizzando questa ricetta espressa in decimali, si deduce che succo di limone e liquore all’arancia debbano venire inseriti nella stessa quantità. Potremmo tradurla in ml come segue: 50 ml brandy – 25 ml Cointreau – 25 ml succo di limone.

A parer mio è una maniera molto interessante di esprimere il bilanciamento tra parte “sweet” (Cointreau), parte “sour” (limone) e “kick” alcolico (Craddock parla genericamente di brandy).

Ma, come è ben noto a tutti, il palato e i gusti cambiano col tempo.

Nel ricettario I.B.A. (International Bartenders Association) del 2011 la formula permane simile, ma non si parla più di brandy, bensì di Cognac, e le dosi cambiano leggermente:

  • 50ml Cognac
  • 20ml Triple sec (discutibile)
  • 20ml succo di limone.

Anche qui, liquore e limone si equivalgono in quantità.

Tornando un po’ indietro nel tempo, agli inizi del nuovo millennio, il grande Dale DeGroff nel suo testo (assolutamente da consigliare) “The Craft of the Cocktail”, scrive su questo drink:

  • 1oz brandy
  • 1oz Cointreau
  • ¾ oz. succo di limone

e addirittura scrive: shake all ingredients with ice and strain into an iced old-fashioned glass. Garnish with a flamed orange peel. If served “up”, strain into a small cocktail glass with a sugared rim.

Attenzione! Qua cambiano un po’ di cose: liquore e distillato nella stessa quantità, e addirittura, riprendendo da un antesignano (molto gustoso) del Sidecar, il famoso Brandy Crusta, DeGroff parla di una bordatura di zucchero.

Molte altre ricette invece vedono un classico rapporto 5/3/2 tra brandy, liquore e succo.

Potrei citare innumerevoli esempi diversi su come realizzare questo drink…. ma perchè farlo? Ha realmente senso restringere un drink del genere a un mero rapporto numerico? Ognuno di noi può “disegnare” un Sidecar addosso ad ogni singolo cliente, conoscendone i gusti; chi beve più forte, chi beve più “sour” ecc.

Le ricette non sono dogmi: sono indicazioni. Certo, non posso stravolgere un Sidecar inserendo ad esempio succo di pompelmo al posto del limone, e continuandolo a chiamare con questo nome. Ma ciò che rende interessante andare a bere in posti diversi, è proprio quel tocco personale che ognuno da ad ogni drink. Altrimenti sarebbe una bella rottura essere dei meri esecutori di formule e numeri, non credete?

Concludo inserendo la mia personale ricetta del Sidecar, non quella che preparerei per tutti, bensì quella che preparerei per me!

Partendo dalla scelta del distillato, essendo il termine brandy abbastanza generico (sicuramente un brandy italiano non mi darà lo stesso apporto di un brandy spagnolo ad esempio, e anche all’interno della stessa tipologia, troviamo prodotti abbastanza eterogenei), utilizzero’ un Cognac Courvoisier Vs, reperibile in molti bar. Per la preparazione mettete a freddare un bella coppa, non troppo capiente, e ricordatevi che è un drink degli inizi del ‘900. Utilizzate un cobbler shaker, abbastanza piccolo, e inserite:

  • 1 ¾ oz. Cognac
  • ¾ oz. Cointreau
  • ¾ oz. succo di limone spremuto al momento
  • 3 gocce di orange bitter

Riempite il cobbler con del ghiaccio (in buone condizioni), shakerate vigorosamente, e filtrate in coppa. Poi assaggiate e chiedetevi… troppo forte? Troppo dolce? Troppo aspro?

Quando avrete una risposta, ecco qui che avrete trovato la vostra ricetta del Sidecar!

Salute!!!

Matteo “dedde” Ciampicali

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