L’età “classica” della miscelazione (1185-1920)

Continuiamo con l’analisi dell’evoluzione storica della miscelazione, descritta in maniera impeccabile da D. Wondrich in “Imbibe”.
“Simpler is better!”: parola d’ordine che segna il passaggio da quella che è stata definita dall’autore età “barocca”, verso la praticità che contraddistinguerà il periodo successivo.
Cominciamo dall’attrezzatura.
Nel 1884 Edward Hauck brevetta quello che oggi comunemente conosciamo come shaker a tre pezzi, più comodo, in quanto interamente in metallo.
Anche lo strainer viene migliorato: verso il 1890 un uomo del Connecticut chiamato Lindley ha la geniale intuizione di inserire una molla sullo strainer per farlo adattare a qualunque contenitore. Tre anni dopo nasce l’”Hawthorne strainer”, una versione migliorata, con dei piccoli fori sulla punta.
Altre innovazioni riguardano l’attrezzatura di lavoro in quel periodo:
– nuovi lemon-squeezers
– jiggers in metallo, a sostituire i bicchieri da sherry precedentemente usati per misurare (nel 1892 Cornelius Dungan di Chicago brevetta il primo misurino a doppio cono)
– dispensers di acqua calda sul bar top
– tappi da Champagne ermetici
Un altro punto di passaggio è segnato dalla ampia selezione di bicchieri che vengono introdotti, a fianco dei 4/5 precedenti (tumbler alti, bassi, bicchieri da vino ecc.): cominciano a essere inseriti bicchieri dotati di stelo che porteranno in circa un ventennio alla nascita della famosa coppa Martini (1920).
Anche gli spirits cambiano.
A causa della fillossera il brandy perde il suo ruolo da protagonista, e viene rimpiazzato dagli whiskey americani e dagli Scotch.
Allo stesso tempo il gin diviene sempre più secco, e il Bacardi rum cubano soppianta i più complessi cugini jamaicani.
Di Tequila e Mezcal però non vi sono tracce significative fino al 1920.
Dietro i bar si moltiplicano i liquori di importazione.
Il vermouth, anche se conosciuto sin dal 1830, comincia a comparire in una grandissima quantità di drink, e viene miscelato con qualunque spirito conosciuto.
La definizione di cocktail comincia a includere ingredienti come succhi di limone, arancia, ananas e lo sciroppo di granatina.
Dal 1920, ogni tecnica e ingrediente principale conosciuto nella miscelazione moderna è in gioco.
Che dire? Ciò che oggi diamo per scontato, da tutti i punti di vista, per quello che riguarda il bar, è frutto di evoluzioni storiche, economiche e degli usi e costumi di un popolo, quello americano nello specifico, che ha creato le basi per quello che è il mondo dei bar ai giorni nostri. A causa (tutt’altro che con un’accezione negativa) del Proibizionismo che di li a poco condizionerà tutto, questo mondo fatto di attrezzi, prodotti e filosofia giungerà nelle principali capitali europee.
Ottimi spunti di analisi, non credete?

(Matteo “dedde” Ciampicali)

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