Speakeasy

Speakeasy bar, i 16 migliori locali nascosti lungo tutto lo stivale.

La prima regola di uno speakeasy bar è che non si parla di uno speakeasy bar…

Che poi invece è vero tutto il contrario! Sono di gran moda, tutti ne parlano e, soprattutto, tutti li cercano!

Gli speakeasy bar sono locali che traggono ispirazione dagli anni ’20 e ’30. In America era l’epoca del proibizionismo e, non potendo servire alcol, gli affezionati del bere miscelato si rifugiavano negli scantinati delle penetterie, nei ristoranti e persino dai barbieri. l’importante era avere una facciata pulita dietro cui poter continuare a bere alcol e divertirsi in compagnia.

Nasce proprio da questi spazi clandestini l’appellativo «Speakeasy» che oggi, dopo quasi 100 anni, ha dato nuova spinta alla mixology.  Chiamatelo fascino del proibito, chiamatela spicologia al contrario… Fatto sta che, più questi locali si nascondono, e più diventano un fenomeno popolare e di gran moda. Tutti li cercano e tutti provano a decifrare le parole d’ordine o trovare i giusti passaggi per riuscire ad accedervi.

Si è creato una sorta di  mondo misterioso  che va conquistato da tutti i veri appassionati di cocktail. Da Milano a Bari, passando per Firenze, Venezia e Roma… Vi sveliamo alcuni segreti per accedere ai migliori speakeasy bar d’Italia.

Speakeasy bar a Milano 

Per gli amanti degli speakeasy bar, Milano è davvero un paradiso! Ce ne sono molti e, soprattutto, di altissima qualità. Meritano davvero di essere cercati e trovati.

speakeasy 1930 Milano

1930

L’omaggio ai mitici anni ’30 è palese! Il locale, però, si nasconde nel retrobottega di un bar cinese. L’indirizzo è rigorosamente celato.  Per riuscire ad accedere al 1930 devi frequentare il Mag o il Barba e conquistare la simpatia dei proprietari, che poi sono gli stessi del 1930. Saranno proprio loro a darti le indicazioni per raggiungerlo.

Back door 43

Milano, Ripa di Porta Ticinese. Il BackDoor43 è il locale più piccolo del mondo. Ma riuscire ad entrare vi permetterà di vivere una vera e propria esperienza sensoriale a 360 gradi. Pareti cariche di oggetti e di storie, mobili in legno, luce soffusa e tre sgabelli al bancone. I cocktails vengono preparati su misura, dopo aver scelto gli ingredienti preferiti, o realizzati seguendo l’estro del bartender. Se non sei tra i fortunati che riescono a prenotare, puoi  acquistare anche takeaway. E goderti il cocktail per le vie di Milano.

Unnamed – Milano

Nell’America degli anni ’30, si sentiva l’avvertimento «speak easy boys!», parla piano! E dell’Unnamed si parla davvero piano. Resta forse uno dei più misteriosi: si tratta forse del The doping club? O di una stanza nascosta all’hotel the Yard? Chi può saperlo? L’unico modo per scoprirlo è metterti alla ricerca.

Speakeasy bar a Torino

Anche Torino ha il suo speakeasy bar degno di nota: il The Mad Dog Social Club.

Speakeasy-bar

The Mad Dog Social Club

The Jerry Thomas Project, spekeasy nato a Roma, è anche a Torino con il The Mad Dog. Primo indizio: si trova vicino Piazza Carlina. Viene prestata una cura particolare nella seezione degli ingredienti, che vengono spillati direttamente dalle botti e dalle giare in vetro. Secondo indizio:  invia una mail al contatto sul sito per ricevere l’indirizzo e la parola d’ordine per poter entrare.

Speakeasy bar a Genova

Doppia scelta a Genova! Ed il consiglio è quello, ovviamente, di provarli entrambi.

speakeasy bar genova

Malkovich

Nascosto tra i vicoli di Genova. Ai sui inizi si entrava solo se qualcuno ti infilava la chiave in tasca. Oggi è sufficiente conoscere la parola d’ordinee, per conoscere la parola d’ordine, bisogna sapere un numero di cellulare. Basta uno squillo, ed entro pochi minuti arriva via sms il lasciapassare. E’ sempre legata al titolo di un film e cambia ogni sera. Il Malkovich se ne sta nascosto nei sotterranei di una hamburgeria. Una porta di legno nasconde le scale. La gente entra, e non esce più perchè l’uscita è diversa dall’entrata, come in molti speakeasy originali dell’America proibizionista.

The Locksmith

I l secondo secret bar di Genova: Il fabbro che duplica le chiavi. Nessuna insegna. Il portone verde, sempre aperto, da accesso ad un corto corridoio: pareti bianche, sedie appese. C’è un’altra porta, chiusa a chiave. È l’ultimo passaggio, prima di entrare nel locale.

La filosofia “easy” si declina in una carta cocktail estremamente ridotta – sono 8 i drink, scritti a gessetto sull’ardesia (prezzo 6-7 euro) –, e la base preferita è il rum, distillato più “immediato” di whisky e gin. Ma, oltre alla carta, sono i cocktail preparati dal bartender a meritare davvero!

Speakeasy bar a Modena

Modena si fa notare nel panorama degli speakeasy bar grazie al Cotton Club

speakeasy bar

Cotton Club

Al Cotton club il divertimento si prende davvero seriamente. Tra le regole del locale si precisa che il bartender ha sempre ragione, che è meglio dimenticarsi del cellulare, che si preferiscono compagnie piccole per servire cocktail grandi. Nel gusto e nella presentazione. Altra regola fondamentale: “Se stai bevendo per dimenticare, paga in anticipo”.

Si trova a pochi passi all’università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Come nel famoso night club di Harlem, a cui si ispira il nome, le serate vengono animate con spettacoli teatrali, trii jazz e cocktail di qualità.

Speakeasy bar a Venezia

Anche Venezia ha il suo speakeasy bar, conosci la parola d’ordine?

Chapel Club speakeasy

Chapel Club

Chapel Club si trova in una cappella sconsacrata, esclusiva e segreta. Per entrare serve una parola d’ordine e si entra. Poltrone e sgabelli in pelle, candele, grammofono e tavolini bassi. L’ambiente non è esattamente un retrobottega o uno scantinato,  (che non poteva chiamarsi diversamente) . È il primo speakeasy di Venezia, gestito da Valorizzazioni Culturali/Art Events che si impegna a recuperare edifici storici rivalorizzandoli con eventi, mostre, performance.

Speakeasy bar a Firenze

Anche Firenze ha, sinalmente, il suo speakesy bar. Non è proprio in centro città, ma è la norma per un locale che si nasconde. Cercate, cercate… Verreste sicuramente ricompensati!

Rasputin 

Rasputin

Il Rasputin a Firenze sorge in quello che era il ritrovo per i militanti di Lotta Continua negli anni ’70. Le ricette dei cocktail sono originali del fine ‘800 e la cura dei dettagli è a livello quasi maniacale: persino il ghiaccio deve rispondere ad alti standard qualitativi e raffreddare senza annacquare il drink. Ottimi i distillati artigianali, come la Vka: la vodka toscana prodotta con il grano biologico del Mugello.

Speakeasy bar a Roma

Gli amanti del genere a Roma hanno solo l’imbarazzo della scelta! I locali sono molti, e tutti di ottima qualità.

Jerry Thomas Speakeasy 

Jerry Thomas Speakeasy

Il Jerry Thomas Project nasce a Roma nel 2009 ed è uno dei primi Speakeasy d’Italia. Progetto realizzato con passione da Antonio Parlapiano, Roberto Artusio, Leonardo Leuci e, in seguito, Alessandro Procoli. Da allora il locale è sempre in gran fermento. Serate sempre piene, cocktail di alta qualità ma non solo! Ci sono anche i tutorial online per affumicare i cocktails, i corsi base di bartending e persino una linea di Gin del Professore, prodotti artigianalmente. Anche qui per accedere è necessaria la parola d’ordine, la troverai  nascosta nella homepage del sito.

Dow Jones

Al Dow Jones di Roma ogni sera vengono annunciate le quotazioni dei cocktail che fluttuano in base al gradimento dei clienti stessi. I bartender al bancone non finiscono certo il loro lavoro con la preparazione del cocktail ma sono costantemente a disposizione del cliente. E tutto finisce su un tabellone che richiama quello usato dal mercato azionario.

Club Derrière

Il Club Derrière può essere visto come il lato b dell’Osteria delle Coppelle, in pieno centro a Roma. Con la parola d’ordine si apre l’anta di un armadio e, ad aspettarvi dall’altro lato, un ambiente davvero unico in cui assaporare una selezione alcolica che merita davvero. Le regole? non si urla, non si usa il cellulare, non si beve troppo, entrano solo alcuni, entrano solo quelli “ben vestiti”, entrano solo quelli con la parola d’ordine etc. Niente vino, niente birra, niente cibo. Sul banco degli imputati ci sono whisky, tequila, rum e gin, e, ovviamente, le dodici miscelature creative. Tutte a 10 euro, tranne la Por la Calle che costa 12.

The barber shop

The barber shop si ispira ai locali che nel proibizionismo si nascondevano nel retro dei barbieri. Si trova nel punto d’incontro tra San Giovanni, Piazza Vittorio e Anfiteatro Flavio. Una volta tesserati ed entrati nel lato b della sala da taglio, vi troverete di fronte quello che probabilmente è il bancone più bello di Roma.

Apre di notte: dalle 22 alle 4. Venerdì e sabato dalle 23 alle 5. Un assaggio della loro selezione? I cocktail, a firma Joy Napolitano, sono ottimi, così come lo è la presentazione e la scelta dei bicchieri.

Après

È il Club Après è uno speakeasy con la tipica eleganza d’altri tempi: pareti blu intenso e arredo stile art deco. Si sviluppa su due piani e oltre ai cocktails, potrai anche ascoltare musica dal vivo, godere di mostre fotografiche o assistere a seminari di cinema.

Speakeasy bar a Napoli

La città partenopea non si tira certo indietro e, in questa speciale classifica, riesce ad inserire uno speakeasy davvero particolare.

L'Antiquario 

L’Antiquario

Niente vino e birra, l’Antiquario è il tempio dei cocktails. L’indirizzo non è segreto (civico 2 di via Vannella Gaetani a Chiaia), ma il portone in legno è sempre chiuso e senza insegna.  Troverai i cocktail che hanno fatto la storia della mixology e potrai godere di un’atmosfera unica: una porta di legno, una vetrina imperscrutabile e un faretto che illumina bicchieri di vetro intagliato, coppette e sifoni da seltz dall’intramontabile fascino retrò. Al bancone troverai Alex Frezza, finalista del Bombay Sapphire World’s Most Imaginative Bartender 2014.

Speakeasy bar a Bari

Bari è l’ultima, non certo in rodine di importanza,  città che vi proponiamo.

speakeasy bari

Speak Easy

Lo Speak easy di Bari è stato fondato da Vincenzo Mazzilli e Nicola Milella. Per entrarci bisogna procurarsi il numero di uno dei due gestori e attendere con la stessa impazienza di un adolescente innamorato, di ricevere una risposta positiva. Una volta entrati troverete l’ambientazione tipica degli anni ‘20 e cocktail classici. Un tuffo nell’epoca coloniale con il Mezcal Espadin, oppure nel pre-proibizionismo con il Crocusta, fino al The day after del proibizionismo.

 

 

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