distretto gourmet

Distretto Gourmet a Roma: un vero e proprio quadrilatero del gusto con una straordinaria concentrazione di locali di altissima qualità in cui poter vivere autentiche esperienze gustative. Selezione delle materie prime, studio della tradizione, innovazione, cura dei dettagli e attenzione al cliente qui sono prioritari. Si trova a Roma e, aggirandoti nei dintorni di via Giulia, potrai trovare ben tre ristoranti stellati, street food di elevata qualità e i migliori locali in cui poter bere.

“Roma è la capitale del mondo! In questo luogo si riallaccia l’intera storia del mondo, e io conto di essere nato una seconda volta, d’essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede a Roma. Le sue bellezze mi hanno sollevato poco a poco fino alla loro altezza.”  Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia.

Facendo un viaggio con la fantasia e la memoria, mi piace immaginare Goethe passeggiare per queste vie e mettere su carta tutta la passione, la storia e la cultura dei romani.  Quanto amerebbe parlare della passione per i romani per il buon cibo, la convivialità e l’arte di eccellere.  Quanta passione nell’esplorare e scoprire interi quartieri dedicati all’enogastronomia.

Una tradizione che non avrà mai fine, perché radicata profondamente nelle radici stesse dell’italianità. Una storia che si ripete da millenni e che unisce le persone con un filo invisibile fatto di cultura e passione.

Ecco perchè, tornando ai giorni nostri, mi diletto a pensare ai turisti e, perchè no, anche ai romani stessi che ripercorrono lo stesso viaggio di scoperta fatto da Goethe. Lo stesso amore che rivive ed, ogni volta, si rinnova davanti ad un angolo di Roma in cui si viene accolti con calore. Così, se anche tu sei un amante del gusto e riesci a carpire nei sapori la stessa fortissima passione romana, prova a percorrere questo quadrilatero lasciandoti conquistare dall’eccellenza del gusto. Una via quasi dorata, certamente stellata, visti i tre ristoranti poco distanti tra loro.

Distretto Gourmet a Roma: la via stellata

Tre ristoranti stellati in così poco spazio sono sicuramente garanzia di territorialità e amore per Roma. La dimostrazione pratica che, quando c’è la qualità e l’impegno a far bene, la concorrenzialità nel senso negativo del termine viene a mancare e resta solo una forte rivalutazione del territorio.

 

Anthony Genovese

La storia del gusto stellato a Roma risale a circa quindici anni fa, quando Anthony Genovese aprì il suo ristorante Il Pagliaccio nell’antica via dei Banchi Vecchi. Oggi Il Pagliaccio vanta due stelle Michelin ed è meta ambita per turisti e romani. In una intervista, Genovese afferma:

“Mi sono reso conto in breve della situazione interessante che si sarebbe creata e il merito va soprattutto all’enoteca Il Goccetto che ho proprio difronte e che ha fatto un magnifico lavoro. Ho scelto questo angolo di Roma per la sua discrezione. È defilato, qui non passano turisti in massa e già questo crea una selezione”. Negli anni in questa strada, e in quelle vicine, sono stati aperti locali molto interessanti, auspico quindi una riqualificazione anche a livello strutturale.

Il cliente-tipo abita principalmente nel quartiere, ma in generale si tratta di gente facoltosa e intellettuale, che ci sceglie consapevolmente. Molti sono anche gli stranieri, che amano passeggiare dopo cena, e in questo senso la nostra ubicazione è privilegiata, potendo contare sulla vicinanza di luoghi come Castel Sant’Angelo e Campo de’ Fiori. Purtroppo alcune zone del centro storico sono penalizzate dall’assalto di junk food di basso livello, e anche in questo caso qui ci troviamo in un’isola felice che speriamo venga preservata”.

Giulio Terrinoni

Anche Giulio Terrinoni con il suo Per Me si insedia a Roma, in vicolo Malpasso, e riesce a conquistare la sua prima stella Michelin. Il Per me è stato definito da Terrinoni stesso come il riassunto professionale delle proprie esperienze, concentrato in un nuovo concept interamente ricamato sull’ospite. Nel cuore di Roma, tra Via Giulia e Via dei Banchi Vecchi, prende vita una cucina incentrata sulla ricerca delle migliori materie prime ( su tutte il pescato selvaggio) e su un’attitudine culinaria espressa e quotidiana.

La cucina è modulata sul gusto della clientela e da ampio risalto alla freschezza, al gusto e alla leggerezza.  E pensare che Terrinoni  rivela di essersi trovato li per puro caso. Racconta

“Mi trovavo in zona per una consulenza e passeggiando mi sono reso conto di quanto fosse bella. Ho visto che c’era un ristorante in vendita, ed eccomi qui. Attualmente il passaggio di persone è aumentato grazie al grande parcheggio aperto in via Giulia, cosa fondamentale per il centro, ma logicamente qui non si viene per caso; il quartiere si è andato delineando in un certo modo, e altrettanto è accaduto per il target dei frequentatori. Ma oggi possiamo dire che lo stanno scoprendo sempre più persone e ne siamo tutti contenti”.

Luciano Monosilio

La terza stella Michelin ha la firma di Luciano Monosilio con il suo Pipero. Verrete accolti in un locale elegante ma estremamente accogliente in cui potrete gustare una selezione di piatti di terra davvero sorprendenti.  Locale arioso ed estremamente elegante, con una proposta ancora una volta diversa, concentrata su piatti di terra interpretati dal giovane Luciano Monosilio. Come lui stesso racconta, investire sul centro storico di Roma è stata una scelta vincente:

“Il centro storico di Roma ti permette di avere una clientela diversa. Quando apriamo la porta ci troviamo di fronte a personaggi politici, giornalisti, gente dello spettacolo, abbiamo avuto il piacere di ospitare Sharon Stone che ha chiesto pure il bis di carbonara, ma queste cose le abbiamo scoperte venendo qui. Se apre un bar a piazza Navona, i risultati che contano sono i numeri, noi in più dobbiamo portare a casa un risultato in termini mediatici e di reputazione, l’impegno è tanto. Con Anthony, Giulio e gli altri siamo amici e non rivali, quando a qualcuno di noi manca qualcosa alziamo il telefono e ci aiutiamo”.

Distretto Gourmet a Roma: Stelle e non solo! 

Se ti aspetti di trovare solo ristoranti stellati, ti sbagli di grosso. L’eccellenza del gusto la si può trovare anche in realtà più piccole e caserecce dove, forse, si esprime al meglio la vera romanità. Ne è un esempio il Settimio in via del Pellegrino, una delle principali trattorie storiche della città. Piccolo e spartano ma in grado di presentare gli autentici piatti della cucina romana di una volta.

Stessa tradizione che viene proposta, ance se in una reinterpretazione chic, da Arcangelo Dandini nel suo vicinissimo Supplizio. 

 “Ho scelto questa zona perché mi serviva un luogo dove il flusso di passanti fosse selezionato e non massivo. Inoltre il livello degli abitanti del quartiere è elevato e questo fa sì che molti di loro siano nostri clienti. In questo locale volevo comunicare cibo strettamente romano, e il fatto di essere tra il Vaticano e Campo de’ Fiori ha aiutato. Sono aperto da mezzogiorno alle 22,30, non mi interessa il popolo della notte. Qui anche i B&B sono di lusso, non solo gli alberghi, insomma c’è il turista figo. Mi piacerebbe che anche altri miei colleghi si aggiungessero e che tutti insieme facessimo sistema, perché qui si sta creando un distretto tipo Bastille in Francia o Mayfair a Londra, che può diventare un interessante punto di aggregazione per la ristorazione di qualità. Questo è il posto giusto”.

Distretto gourmet a Roma: la passione per il bere tra enoteche storiche e speakeasy bar

Se oltre che del buon cibo sei un amante del buon vino non puoi lasciarti sfuggire l’occasione di visitare Il Goccetto che, con oltre 800 etichette italiane e straniere, attira da anni sempre più clienti.

E, a dimostrazione che l’unione fa la forza e può davvero dare un valore aggiunto al territorio, sono sempre di più i ristoratori d’eccellenza che decidono di puntare su questo quadrilatero d’orato. Come i ragazzi del  Jerry Thomas, un speakeasy bar dove la figura del bartender è diventata centrale.

Che Roma sia magica è innegabile. Ogni volta che la si visita non si può fare a meno di pensare a quanta storia, quanta cultura mediterranea ed insieme internazionale e quanto fermento siano presenti in ogni angolo. Ma qui, in questo quadrilatero del gusto, è davvero possibile assaporare e vivere un qualcosa in più. Dato dall’eccellenza del gusto e dall’eleganza cordiale con cui si viene accolti. Qui, ci si sente davvero accolti da Roma. Ed è un’esperienza che va sicuramente vissuta.

 

 

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