Arriva col cargo Dragon il primo vino invecchiato nello Spazio

Il vino invecchiato un anno nello spazio
Il vino invecchiato un anno nello spazio

Arriva sulla Terra il primo vino invecchiato per ben un anno nello Spazio! Sembra avere un gusto incredibile e molto particolare. Un’unicità che si paga piuttosto cara, dato che una sola bottiglia costa 5000 euro a bottiglia. Ne varrà la pena? Scopriamolo insieme.

Vino dallo Spazio

Il vino invecchiato per un anno nello Spazio assume di diritto il titolo di vino più raro e particolare al mondo. Ecco dunque che il Petrus Pomerol che ha trascorso 365 giorni nello Spazio ed è tornato sulla Terra lo scorso gennaio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è diventato uno dei più ambiti dai collezionisti e dagli amanti del vino.

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Dopo aver passato un intero anno nello Spazio, insieme a 320 frammenti di viti di Merlot e Cabernet Sauvignon, ha acquisito un gusto decisamente unico e viene venduto a 5 mila euro a bottiglia.

Si tratta forse di uno degli esperimenti in campo vinicolo più avveniristico che ha attirato l’attenzione dei ricercatori di tutto il mondo che, dopo essersi riuniti a Bordeaux, hanno studiato il Petrus Pomerol col l’ambizioso obiettivo di comprendere a fondo come l’ambiente spaziale sia riuscito a modificarne colore, sapore e consistenza. Non è stata un’impresa semplicissima. Basti tenere presente che l’alcol e il vetro sono normalmente proibiti sulla Stazione Spaziale Internazionale e, per ovviare al problema, ogni bottiglia è stata imballata all’interno di una speciale bombola di acciaio durante il viaggio.

Che gusto ha il vino che viene dallo Spazio?

Cosa è stato osservato? Come viene descritto il sapore del Petrus Pomerol invecchiato nello Spazio? Dalla degustazione è emerso un delicato “sapore di petali di rosa” con un accento di “aroma di falò” sicuramente enfatizzato dal viaggio spaziale ed un brillante colore arancio bruciato. Lo stesso vino invecchiato in modo tradizionale (una apposita cantina sulla Terra) si è dimostrato più giovane e con un sapore più tannico.

Ma le sorprese non finiscono sicuramente qui! Gusto a parte quello che più sembra attirare l’attenzione degli esperti è che lo spazio sembra aver dato energia alle viti senza aver rovinato il vino con la lunga assenza di gravità.

Gli esperti spiegano che il progetto è nato con lo scopo di rendere le piante sulla Terra più resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie. Ecco perché vengono esposte a nuovi stress per comprenderne meglio il processo di invecchiamento.

Per prima cosa uno speciale dispositivo pressurizzato ha stappato delicatamente le bottiglie. Poi, all’Istituto per la ricerca sul vino e sulla vite di Bordeaux, 12 esperti hanno assaggiato il vino. La degustazione è avvenuta alla cieca, assieme ad una stessa bottiglia invecchiata, però, in cantina.

Jane Anson, un’esperta di vini e scrittrice per la rivista Decanter, ha affermato che il vino rimasto sulla Terra aveva un sapore

Un po’ più giovane di quello che era stato nello spazio.

Come ha spiegato il dottor Michael Lebert, biologo della Friedrich-Alexander-University tedesca, consultato sul progetto:

L’analisi chimica e biologica del processo di invecchiamento del vino potrebbe consentire agli scienziati di trovare un modo per invecchiare artificialmente le annate pregiate.

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